sabato 15 giugno 2013

Intermezzo - Bergamo

Non voglio tediarvi con le follie della mia società. Basti solo dire che ci hanno mandati allo sbaraglio (e vi assicuro che girare per una città che non si conosce con una bimba e un marito non vedente non è per niente facile - e abbiamo visto tante case) e poi si sono rimangiati tutte le parole e le promesse dette prima, facendomi passare per la viziosetta di turno con mille pretese (della serie: voi essere fantozzi e dovere vivere in periferia sfigata). Ma io ho puntato i piedi: ho quasi ottenuto l'ammissione a scuola di mia figlia (con gran fatica), ho bloccato una casa (incrociamo le dita) dopo mille telefonate e arrabbiature con i miei danti causa in società (alla fine faccio da sola). Punto.
Bergamo è comunque una città accogliente, siamo rimasti favorevolmente colpiti. La gente è davvero gentile, mia figlia ha ottenuto sorrisi e regalini a ogni dove. Bella la scena quando, lei sulle spalle del papà, un operaio ha detto quanto fosse bello il quadretto e lei fosse l'opera d'arte. Speriamo bene.

ps. peccato che un brutto temporale ci abbia impedito di fare la visita a città alta. Vabbé, avremo altre occasioni, ma ci tenevo a vederla prima di tornare nella mia foresteria squallida e sporca! :)

ppss. le foto della stradina ritraggono via di Pignolo, l'albero rosso e la scalinata all'ingiù sono in viale Vittorio Emanuele II, una strada bellissima, proprio sotto la città alta, nei pressi della funicolare.

pppsss. non mi sponsorizza nessun ente del turismo, ma Bergamo davvero vale una visita, anche nella parte bassa che è meno famosa.

giovedì 6 giugno 2013

Vi saluto!

Questo blog va in ferie indeterminate.
Mi stanno piombando addosso una quantità di casini che non potete immaginare. Credetemi, siamo sull'orlo del delirio, ma sul serio. Problemi personali, molto seri. Quando tutto sarà passato magari vi racconterò, adesso è il delirio puro. Ho un sacco di guai che sconfinano nel penale, non per me, ma per persone che mi riguardano e non so cosa cavolo fare. C'è di mezzo di tutto di più, davvero, non avrei mai pensato di finire in un casino del genere. Poi in un momento così. Un momento nel quale devo sradicare la mia famiglia e cercare case via Internet che quel carciofo del mio capo mi fa il muso storto quando gli chiedo di andare tre giorni su a Bergamo. Brutto cavolo di carciofo, ma ti rendi conto? Io a settembre devo stare lì, come cacchio faccio a trovar casa che a luglio devo lavorare come un mulo? e la prima settimana di settembre certo che sì devo stare comandi comandino che c'è il budget!! Ma sai cosa ti dico... Evito.
Aiuto.....
Scusatemi se non sono presente, ma davvero ne ho tante.
E' un periodaccio! Alimortèèè! come si dice in bergamasco? Ho bisogno di un tutor!!
;)

mercoledì 29 maggio 2013

I non-vedenti possono leggere!

Finalmente ci siamo decisi a contattare un sito che ci era stato segnalato: http://www.libroparlato.org. Con un modico contributo (50€ per anno solare, vuol dire che se ci si iscrive a dicembre si è un po' buggerati) un non-vedente certificato può scaricare 10 audiolibri al mese. Ci sono anche le audioriviste e non so sinceramente se ci sono facilitazioni anche per gli ipovedenti. Per mio marito si è aperto un mondo! Nel giro di due settimane, o forse meno, si è "letto" (leggi: ascoltato in mp3) due libri ed è entusiasta. Lui che non ha mai amato leggere! Ovviamente, qualche libro me lo sentirò anche io, perché qualcuno di quelli che ha scaricato non l'ho letto. Però, è stato bello scambiarci finalmente le opinioni su un libro letto da entrambi, "Il cacciatore di aquiloni", e sopratutto farmelo rispolverare, dato che io l'avevo letto almeno dieci anni fa e ricordavo solo le scene delle gare degli aquiloni e di una Kabul bella e meravigliosa.
Ecco, se avete amici, conoscenti, parenti, nonni e nonne che hanno difficoltà visive, questo è un sito da ricordare. E se potete, spargete la voce. Che poi ci sono anche i donatori di voce, ed è una cosa bellissima (che noi abbiamo sperimentato di persona).
ps. non è una marchetta. E' un servizio utilissimo, credo su base volontaristica, sinceramente non ho accertato, ma ci sono oltre 6000 titoli a disposizione.

domenica 26 maggio 2013

I bambini e la felicità: sì, piangono anche loro!

Dopo ore di cartoni, ho deciso di mettere "Il lago dei cigni", che mia figlia conosceva già. Ci siamo messe a ballare, tra un boccone di pane e nutella e l'altro. Abbiamo riso, ballato, scherzato, ascoltato. A un certo punto lei è scoppiata a piangere perché tutto era troppo bello e si era commossa. Mi ha pregato di spegnere la musica perché la faceva piangere. Ci siamo ritrovati tutti e tre, papà, bimba e io, con le lacrime agli occhi di commozione, di felicità, con il cuore che ci scoppiava dentro. Ci siamo abbracciati a lungo.

mercoledì 22 maggio 2013

La bomba sociale degli anni '40 (futuri)

Qualche anno fa l'INPS consentiva agli iscritti al sito di calcolare la pensione teorica a scadenza (all'epoca intorno ai 62 anni). La mia, dopo circa 16 anni di contributi, era la bellezza di 500 euro. Poi questo servizio è sparito. Molto comprensibilmente, dico io, visti i risvolti. Fra 30 anni circa e più è pronta a esplodere una bomba sociale. I precari di oggi bene o male se la cavano nel presente perché in qualche modo molti di loro hanno il paracadute familiare. Ma quando proveranno ad andare in pensione che succederà? Io e molti miei coetanei, gli ultimi di una generazione non vessata dal precariato, forse ancora ce la caviamo: a 20 anni di contributi ci arrivo, quindi non li ho buttati al vento, se mai dovessi rimanere senza lavoro, e comunque mi attende una pensione bassa. Però, la segretaria del mio ufficio, mia coetanea, non raggiunge i 20 anni e rischia seriamente di restare senza lavoro. Pur di non perdere i contributi sta pensando di riscattare la laurea chiedendo aiuto ai suoi, pur essendo una persona estremamente indipendente e orgogliosa, oltre che valida professionalmente (io lo feci al primo stipendio, costò un botto, per qualche anno ho pagato un mutuo, poi a dire il vero mi ha aiutata in parte mio padre).
Ecco, fra 30 anni, questi precari di 30/40 anni che faranno? Che pensione potranno sperare di avere? I loro genitori non li potranno più aiutare. Possibile che questo tema non sia nell'agenda politica? Come e cosa possiamo fare per risvegliare l'attenzione su questa bomba sociale a orologeria? Il dibattito politico sui precari verte molto sul presente e non pensa al futuro, ma il futuro è peggio. Perché a 30 anni puoi anche adattarti a fare lavoretti qui e là, ma a 60 e oltre che fai? La fame?
Io, oltre che osservare e riflettere, non so cosa fare, possiamo insieme fare qualcosa? Qualche idea?
ps. Ele, sì, sto pensando anche a te.
ppss. Non sto minimamente trascurando le implicazioni del presente, in primis il potersi costruire un futuro con famiglia. Sto solo considerando un aspetto piuttosto misconosciuto del problema. Proprio perché riguarda il futuro lontano, quando molti potenti e governanti saranno a ingrassare i vermi dopo aver passato la vita ad ingrassare sé e i loro conti in banca.

martedì 21 maggio 2013

Un'ombra

Sono un'ombra che si aggira, l'ombra di me stessa. Non mi riconosco, non ho più forze né energie. Vivo d'inerzia. Osservo i visi, le espressioni, il cielo, le movenze, i canti degli uccelli. Ascolto il rumore della città, ma tutto mi è estraneo. Sono anestetizzata. In pausa pranzo potrei anche andare a Piazza di Spagna a godere della sua bellezza, ma mi rifugio nel mio panino davanti al computer in ufficio. Un ufficio che ormai è una farsa. Lavoriamo, o meglio ci proviamo, o a volte fingiamo, ma siamo tutti dei disperati.
Mia figlia continua a dire che non vuole che noi moriamo, lo ha detto pure alle sue amichette. Dice che noi siamo vecchi e che non riesce a togliersi questa idea dalla testa. "Mammina, non mi lasciare..." E io le dico che facciamo un buchino nella sua testa e tiriamo fuori piano piano la paura e lei dice che però la paura si ricrea.
Cosa succederà quando il suo piccolo mondo andrà in frantumi? Piccola bambina sensibile.
Continuo ad essere un'ombra totalmente anonima, nessuno nella città grande. Senza vergogna dico che ho paura di cambiare, e cambiare per sempre, alla mia età. Sì, perché non sono una giovanetta e ho voglia di radici, quelle che non ho mai avuto. E crearne per mia figlia.
Ma devo farmi forza per lei e per mio marito. E così stiamo cercando casa, scuola, quartiere. Ma poi non so nemmeno cosa andrò a fare. E cosa fare della nostra casa?
Scusate il momento di sconforto. Non sto poi così bene.
ps. Perché poi fa un male cane vedere tua figlia che piange e le chiedi il perché e lei ti dice che non lo sa, e per sdrammatizzare le dici che sarà malinconia, e lei ti chiede cosa sia la malinconia, e tu le dici che è una strana tristezza, e lei annuisce: sì, proprio una strana tristezza.

martedì 14 maggio 2013

Inno d'amore

Vorrei che tu ricordassi le mie ninne nanne,
le carezze che non ti ho mai risparmiato,
le modulazioni della voce che quasi non mi appartengono.
Vorrei che ritenessi nella tua memoria profonda
la dolcezza che sono riuscita a tirare fuori per te.
Vorrei che, se io morissi anzitempo, tu potessi ricordarmi con il sorriso,
dimenticando le mie debolezze,
e ricordarti di me come una donna forte e combattiva, se pur fragile.
Vorrei che tu cogliessi e conservassi tutta la bellezza che ho preservato per te,
che la tua sensibilità già pur coglie.
Vorrei memorizzare per sempre il tuo profumo, le tue parole, le tue risate
e non aver paura della tua adolescenza prossima ventura.
Vorrei che le mie mani non scordassero mai la morbidezza della tua pelle
e la setosità dei tuoi capelli.
Spiccherai il volo e io ti spronerò.
Non avere paura.